L’obiettivo principale della Fondazione EXSURGE DOMINIE è quello di contribuire alla conservazione del Sacerdozio Cattolico: attraverso la collaborazione con un istituto tradizionale, è nato “Collegium Traditionis”, il primo progetto della Fondazione con cui auspichiamo sarà possibile offrire un modello di Sacerdozio legato alla santificazione personale, all’interno della vita fraterna di detto istituto, scandita dal canto dell’Ufficio divino, dalla formazione radicata sui principi e sui contenuti dei trattati filosofici e teologici della Scolastica e dell’utile e necessario servizio nel lavoro quotidiano.
Accoglieremo anche, se fosse necessario, i chierici e i religiosi che si ritrovano privati della loro parrocchia o sono allontanati dalla loro comunità, ma soprattutto coloro che aspirano a vivere il Sacerdozio Cattolico nel solco dell’immutabile sua Tradizione. Questo potrà esercitarsi concretamente all’interno della vita fraterna, sul modello tridentino, presso un eremo isolato e capace di offrire le condizioni migliori per far sì che possano conoscere ed approfondire il carisma proprio di detto istituto, aiutarsi a vicenda nello spirito evangelico e nel vincolo della carità, santificarsi e rimanere fedeli alla loro vocazione attraverso la celebrazione comune della divina Liturgia e la condivisione del modello sacerdotale proprio della fraternità con cui intendiamo realizzare il progetto, così da riscoprire o custodire – a seconda dei casi – il senso autentico della chiamata alla sequela Christi.
Questo eremo, eretto nel 1538, è immerso in un secolare bosco di querce e castagni ed offre una spettacolare veduta panoramica sulla città di Viterbo e sullo splendido panorama circostante. È un luogo di altissima spiritualità, che nei secoli passati ospitò nelle sue stanze, tra gli altri, Papa Gregorio XIII (1502-1585), san Felice da Cantalice (1515-1587) e san Crispino da Viterbo (1668-1750), che trascorse il suo periodo di noviziato, insieme a molti altri Venerabili e Servi di Dio della famiglia cappuccina, così come tanti uomini che lì percorsero lo stesso itinerario verso la perfezione cristiana, osservando il santo Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo secondo la Regola di San Francesco d’Assisi.
Per l’effettiva realizzazione di questo progetto, tuttavia, è necessario restaurare spazi, pertinenze ed impianti dell’Eremo, che versano in condizioni critiche, ed adeguare i luoghi non solo alla vita sacerdotale, ma anche a quella dei seminaristi, dotandolo di aule, sala conferenze, stanze comuni e di studio, celle e servizi personali.
Purtroppo i tempi di progettazione, di presentazione alle autorità competenti e di ottenimento di licenze e permessi sono particolarmente lunghi: ma bisogna pur considerare che l’eremo è un edificio del XVI secolo e che esso è vincolato come edificio di interesse storico ed artistico.
Fra il 2025 ed i primi mesi del 2026 sono stati impostati e conclusi alcuni interventi al corpo centrale del convento, grazie al prezioso contributo dei nostri cari benefattori. Ma molto altro resta ancora da fare.
Per questo, Monsignor Carlo Maria Viganò ha rivolto il suo accorato appello perché ciascuno si senta chiamato a partecipare a questa iniziativa e a donare il proprio generoso contributo, affinché questo primo progetto – e quelli che seguiranno – possano costituire una risposta adeguata ed efficace al travaglio di questi tempi, alla tutela e alla trasmissione della Fede Cattolica, intatta come ce l’ha affidata il Salvatore.